Conoscere per valorizzare
Benvenuti sul sito dell’associazione ValorizziAmo Sortino, un progetto nato dal desiderio di raccontare e valorizzare le straordinarie risorse umane, culturali e naturali del nostro territorio.
Attraverso eventi, visite guidate e attività esperienziali, ti accompagniamo in un viaggio unico tra le meraviglie di Sortino: un borgo affascinante che unisce storia, natura e tradizione.
Scopri Sortino: tra natura, archeologia e barocco siciliano
Sortino sorge maestosa sul colle Aita, affacciandosi sulla spettacolare Riserva Naturale Orientata Pantalica – Valle dell’Anapo, uno dei siti naturalistici e archeologici più suggestivi degli Iblei.
A pochi minuti dal centro, potrai ammirare la celebre Necropoli di Pantalica, Patrimonio UNESCO, con migliaia di tombe rupestri incastonate nella roccia: un autentico “alveare di pietra” immerso nel verde, tra canyon profondi e sentieri panoramici.
Un centro storico che racconta la rinascita
Ricostruita dopo il terremoto del 1693, Sortino custodisce uno dei centri storici più ricchi di barocco siciliano della provincia di Siracusa.
Passeggiare per le sue vie significa scoprire chiese monumentali, vicoli intrisi di storia, belvedere mozzafiato e un’atmosfera autentica che conquista ogni visitatore.
Cultura viva, tradizioni forti.
Nei nostri musei tematici potrai toccare con mano la storia locale: dalla cultura contadina al miele di timo, dalle feste popolari alle tradizioni artigiane. Ogni visita è un’esperienza coinvolgente che ti farà sentire parte della comunità.
Sortino ti aspetta. Scoprila con noi, vivila intensamente,
amala per sempre.
Nel sottoporre all’attenzione dei visitatori il contenuto del video voglio ringraziare il sig. Gianluca Valenti per la disponibilità e l’alta professionalità con cui è stato realizzato il video. Link di riferimento a YouTube
M. L.
Benvenuti a Sortino città del miele
cuore barocco tra storia natura e tradizione
Un borgo siciliano sospeso tra l’arte, le gole di Pantalica il sapore del Pizzolo e il profumo del miele
- Scopri cosa vedere a Sortino, affascinante borgo barocco tra le colline siracusane. Passeggia nel centro storico e lasciati stupire dalle chiese barocche della Sicilia come la Chiesa Madre di San Giovanni Evangelista, la chiesa di Santa Sofia, la Chiesa della Annunziata, affacciate su scenografiche scalinate in pietra locale e sagrati di rara bellezza.
Ammira i palazzi storici di Sortino, come Palazzo Valguarnera Gaetani, Palazzo Matera Mariano Valguarnera, Palazzo Rigazzi, Palazzo Sortino testimonianza del passato nobiliare del paese.
Non perdere i musei di Sortino, tra cui: - l’Antiquarium con reperti provenienti da Pantalica, patrimonio UNESCO,
- Il museo dei pupi, unico museo tematico della Sicilia,
- il museo del carretto “Rio”, dove il privato è al servizio della comunità,
- il museo del Miele “Casa dei nonni” presso la Mieleria preziosa collezione di dell’apicoltura tradizionale, dedicato al miele di timo, zagara e millefiori prodotto simbolo del territorio.
Presentato a Sortino il libro
Carmelo Musumeci
L'ultimo fascitraru
Tradizione apistica e cultura del miele a Sortino
Il 21 di marzo a Sortino al Cine Teatro Italia, ho avuto il piacere di partecipare alla presentazione del volume “Carmelo Musumeci – L’ultimo fascitraru. Tradizione apistica e cultura del miele a Sortino”, a cura di Luigi Ingaliso e Mario Lonero.
Si tratta di un’opera di grande valore, che celebra e approfondisce l’antica tradizione apistica degli Iblei, espressione di una cultura millenaria e di una profonda conoscenza del territorio.
Al centro del libro vi è la figura di Carmelo Musumeci, riconosciuto Tesoro Umano Vivente, iscritto al REIS, custode di un sapere tramandato di generazione in generazione, legato all’allevamento dell’ape nera sicula e all’uso delle tradizionali arnie in ferula, i “fascetri”.
Il volume si arricchisce dei contributi di diversi studiosi: Paolino Uccello, autore della prefazione; Luigi Ingaliso e Mario Lonero, curatori e autori del saggio in forma di approfonditissima intervista al detentore del sapere tradizionale, che racconta la vicenda dell’uomo nel contesto della famiglia di fascitrari, del mestiere e di una passione identitaria trasmessa da generazioni, nonché l’impegno a guardare al futuro per proseguirla; Selena Marino, che ricostruisce la storia delle famiglie di apicoltori sortinesi tra Sette e Novecento; Lorenzo Guzzardi, che inserisce la tradizione apistica iblea nella più ampia dimensione mediterranea; e il mio contributo, che affronta il tema della salvaguardia e della valorizzazione delle antiche professioni come patrimonio culturale immateriale e come ponte tra passato e futuro.
La serata, partecipata e intensa, ha visto i saluti istituzionali del Sindaco Vincenzo Parlato e del Presidente della Rete Museale Iblea Paolino Uccello, l’introduzione dell’Assessore alla Cultura Dionisio Mollica e gli interventi dei relatori, che hanno approfondito il valore culturale e identitario di questa tradizione.
È stato un momento importante di condivisione e riflessione, che ha messo al centro non solo la memoria, ma anche il futuro di un patrimonio immateriale prezioso, da conoscere, tutelare e trasmettere alle nuove generazioni.
Il volume si distingue, inoltre, per la qualità della scrittura e dell’impianto complessivo: è un testo che invita alla lettura, capace di evitare sia il rischio di una narrazione nostalgica, sia quello di un approccio accademico troppo freddo, mantenendo un equilibrio efficace tra rigore scientifico e coinvolgimento narrativo.
Una lettura fluida e scorrevole, che accompagna il lettore e rende questa opera particolarmente interessante e piacevole da scoprire, un bellissimo esempio di come la memoria possa diventare uno strumento per costruire un futuro diverso, in armonia con l’ambiente e le esigenze profonde dell’uomo.
Giuseppe Implatini
